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Bulimia Nervosa

Cos'è e come curarla

La bulimia nervosa, che etimologicamente significa “fame da bue”, è uno dei disturbi alimentari (DCA) più diffusi: il numero delle persone bulimiche è raddoppiato in meno di vent’anni.

La bulimia colpisce in maggiore percentuale le donne rispetto agli uomini. Secondo le ultime indagini statistiche sembra che su un campione di 100 persone affette da bulimia, 80 siano donne e 20 siano uomini.

L'età d'esordio è principalmente tra i 15 e i 25 anni.

Il paziente che soffre di bulimia mostra serie difficoltà nel rapporto con il cibo, assume quantità spropositate di cibo in pochissimo tempo (massimo 2 ore) ed in maniera del tutto compulsiva.

Questo atteggiamento a lungo andare non fa altro che alterare la qualità di vita di una persona.

La vittima fagocita cibo, senza alcuna coerenza: lasagne, dolci, pesce, biscotti, carne, salatini, gelati, ecc.

Dopo aver introdotto quantità illimitate di cibo, il paziente può assumere due diversi comportamenti:

  • Tipo purgativo: uso inappropriato di lassativi, diuretici o clisteri e vomito auto-indotto.
  • Tipo non-purgativo: digiuno prolungato o intenso esercizio fisico.

Le 3 fasi dell’episodio bulimico

Di solito la persona che soffre di bulimia vive 3 fasi:

  • La crisi: il soggetto bulimico diventa irritabile ed inizia a cercare freneticamente del cibo per calmare la propria rabbia interiore.
  • L’abbuffata: è il momento in cui il soggetto perde totalmente il proprio controllo ed inizia a fagocitare cibo, ad alto contenuto calorico, senza averne un reale bisogno, in modo del tutto compulsivo, senza masticare e senza sentirne il sapore. Le abbuffate, spesso, servono al paziente per attenuare i fattori che le hanno scatenate. Tutto ciò viene fatto di nascosto.
  • Il post crisi: l’abbuffata è seguita da un forte senso di colpa ed intensi dolori addominali. Alcune persone ricorrono al vomito autoindotto, altre adottano comportamenti compensatori (abuso di lassativi, digiuno prolungato, eccessivo esercizio fisico). Nei casi più gravi, si possono avere dalle dieci alle trenta crisi al giorno.

Quali sono le cause della bulimia?

La causa è ancora poco chiara, ma probabilmente dipende dalla concomitanza di più fattori: familiari, sociali, ambientali, genetici e personali.

Come tutti i disturbi del comportamento alimentare, anche la bulimia non è altro che espressione di un profondo malessere interiore.

Può essere causata, quindi, da fattori di natura psicologica, come ad esempio:

  • Da un forte sentimento di gelosia nei confronti di un fratello o di una sorella;
  • Da problemi affettivi e relazionali;
  • Dall’assenza della figura materna;
  • Da abusi sessuali;
  • Da una visione distorta del proprio corpo;
  • Da un forte senso di autopunizione;
  • Dalla fine di una relazione;
  • Da un lutto;
  • Dal Pensiero del tutto o nulla;
  • Dall’essere perfezionisti;
  • Dalla perdita di un lavoro;
  • Da un forte stato di stress;
  • Da una bassa autostima.

Quali sono le conseguenze della bulimia nervosa?

Questi cicli di abbuffata–espulsione, se non controllati, possono condurre a seri problemi di salute, come ad esempio il diabete, il colesterolo, l’obesità, la carie, lesioni all’esofago, carenza di potassio, disidratazione, ecc.

Non dimentichiamo che l’uso improprio di lassativi, può causare gravi alterazioni elettrolitiche, il prolasso rettale, ulcere e seri problemi renali.

Nelle donne, spesso, la bulimia comporta irregolarità nel ciclo mestruale o amenorrea.

Oltre a disturbi di carattere fisico, la bulimia può provocare disagi di natura psicologica, come ad esempio la depressione, gli attacchi di panico, la dipendenza da sostanze, problemi relazionali, comportamenti bipolari, ecc.

Possono presentarsi difficoltà di concentrazione sul lavoro, frequenti discussioni in famiglia e problemi di coppia.

Per il trattamento si hanno a disposizione diversi tipi di terapia, dal percorso cognitivo-comportamentale a quello sistemico-relazionale, ciascuna focalizzata su aspetti specifici del problema e su modalità peculiari di intervento.


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